Cos'è il C.LA.ZO.CER.?

Siamo lavoratori, delegati e cassaintegrati del distretto ceramiche di Modena e Reggio Emilia che hanno dato vita ad un coordinamento per unire le lotte e uscire dallʼisolamento in cui cercano in tutti i modi di rinchiuderci. Abbiamo dato vita al Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche perchè ne abbiamo sentito la necessità immediata. Siamo ben consapevoli che il più forte strumento che i lavoratori hanno per la loro lotta è il sindacato e per questo non è nostra intenzione sostituirlo. Al contrario, vogliamo lavorare per rafforzarlo. Ma per far questo noi pensiamo sia necessario riscostruire una rete di solidarietà e di conflittualità operaia, partendo dal basso, partendo da noi, che siamo stati designati nostro malgrado protagonisti di questa farsa che chiamano crisi.

venerdì 5 marzo 2010

Il C.LA.ZO.CER. è contro il decreto legge “collegato lavoro”!


Il disegno di legge“collegato lavoro” (DDL 1167-b)approvato di recente al Senato, muovendosi sulla scia della “legge Biagi”, stabilirà la possibilità di deroghe alla applicazione di leggi e del contratto nazionale, nel senso di consentire la stipula di contratti individuali peggiorativi rispetto a quelle norme. Questi contratti individuali, nei punti presi in considerazione, sostituiranno la normativa generale e, per esempio in caso di licenziamento, il datore di lavoro potrà avvalersi delle norme peggiorative per contrastare efficacemente il ricorso giudiziario del lavoratore richiedente l’annullamento di quel provvedimento. Lo stesso principio della “giusta causa” non conterà più niente se il contratto individuale lo avrà cancellato. Per le aziende sarà gioco facile far sottoscrivere ai lavoratori contratti individuali/capestro (non è un mistero per nessuno che l’azienda ha il coltello dalla parte del manico nel rapporto individuale col lavoratore: è per questo che è nato il contratto collettivo!). Così il lavoratore si troverà ad accettare deroghe individuali peggiorative ai diritti previsti per legge o per contratto nazionale. E questo sarà spacciato per “libera espressione della propria volontà”! Insieme alla norme già approvate in Finanziaria (Legge 191/2009) che hanno reintrodotto il lavoro in affitto a tempo indeterminato (staff leasing) ed esteso l’utilizzo dei “buoni lavoro”, siamo di fronte al peggior attacco di diritti dei lavoratori dopo il “Pacchetto Treu” e la Legge 30. Il Coordinamento Lavoratori Zona ceramiche è assolutamente contrario a questo decreto legge e invita tutte le organizzazioni sindacali ad avviare tutte le iniziative necessarie per contrastare questa sciagurata scelta fatta dal governo centrale.

mercoledì 10 febbraio 2010

Ai Pensionati dello Spi


Il C.La.Zo.Cer. sostiene il documento “La CGIL che vogliamo” al XVI° Congresso della CGIL

Cosa è il C.la.zo.cer. ?
Il C.la.zo.cer è Il Coordinamento LAvoratori ZOna CERamiche nato a ottobre del 2009 a Scandiano.

Quale è la sua funzione?
E’ stato creato per coordinare,unire e convergere le lotte e le vertenze di tutti i lavoratori che sono coinvolte nelle varie crisi sparse nel territorio della zona ceramiche per dare piu forza, voce e solidarietà alle centinaia di uomini e donne che rischiano il loro posto di lavoro. Riappriopriarsi del nostro futuro messo a dura prova dalle “ristrutturazioni fraudolente” che le imprese hanno fatto in questi mesi.

Da chi è composto?
E’ formato da lavoratori attivi,disoccupati,in mobilità,cassaintegrati e anche pensionati di tutte le categorie. Vi partecipano operai metalmeccanici,ceramisti,addetti ai servizi pubblici ecc,oltre anche a pensionati e disoccupati. Non sono tutti iscritti al sindacato,seppure la maggioranza essi sono iscritti Cgil.

Perché si è formato?
Le ragioni sono molteplici,ma semplici. La prima è quella di socializzare, discutere e informare i lavoratori interessati dalla crisi per trovare un fronte comune contro le aziende che sfruttando la paura della crisi,compiono dei veri e propri atti criminali verso i lavoratori colpevoli solo di chiedere un giusto salario ,la dignità e il riconoscimento del proprio lavoro. La seconda è quella di creare una coscienza comune e una militanza attiva verso il basso,sviluppare un senso critico, ma allo stesso tempo propositivo , elaborando indicazioni che le organizzazioni sindacali, e in particolar modo la Cgil ,dovrebbero secondo noi recepire e assumere nelle vertenze e sul territorio. Vogliamo discutere senza sosta con i lavoratori più avanzati e determinati, cercando di spronarli a prendere in mano le redini nella gestione della lotta, cosa attualmente ancora in mano alla burocrazia di Cgil,Cisl e Uil

Perchè ci rivolgiamo ai pensionati?
Noi come coordinamento abbiamo bisogno di tutto l’aiuto possibile,perché un lavoro precario,mal pagato e sfruttato, danneggia indirettamente i pensionati,specialmente quelli che usufruiranno delle pensioni future con l’incognita dei fondi chiusi di categoria. I vostri figli e figlie che lavorano in queste condizioni o che stanno perdendo il posto di lavoro, ci chiedono di essere piu incisivi dentro il sindacato.
In questi giorni dentro in Cgil vi è una grande discussione sull’ imminente congresso. Recentemente nel giornalino “Libertà”, è stato scritto che la seconda mozione Moccia mira a cancellare il sindacato dei pensionati. Questa è una pura strumentalizzazione e di conseguenza, una gravissima deformazione dei contenuti nella mozione "La CGIL che vogliamo", relativamente al futuro del sindacato dei pensionati.
Ovviamente nel testo della mozione non si accenna minimamente a nessuna abolizione dello Spi,ma anzi va confermato e valorizzato.

sabato 6 febbraio 2010

Il coordinamento lavoratori zona ceramiche non accetta censure

Noi, lavoratori e delegati RSU attivi nel Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche condanniamo con risolutezza quanto avvenuto alla conferenza nazionale dei lavoratori del PRC svoltasi a Torino il 30 e 31 Gennaio 2009, quando a un nostro compagno, Francesco Santoro delegato FIOM della Terim di Modena, è stato impedito di parlare dopo avergli intimato di riportare solo la situazione della sua azienda senza nulla dire del coordinamento. In particolar modo da parte nostra è inaccettabile il comportamento tenuto dalla compagna Roberta Fantozzi, responsabile nazionale al Lavoro per il PRC, la quale ha deciso di propria iniziativa che il nostro compagno non era titolato a portare la nostra voce e gli ha quindi intimato la censura. Per noi, solo il coordinamento può decidere se sfiduciare un compagno e nessun altro. Il compagno Santoro si è guadagnato la nostra fiducia e la nostra stima davanti ai cancelli delle fabbriche ceramiche e non, nelle assemblee, nelle manifestazioni a cui ha partecipato sempre al nostro fianco. Si tratta quindi di un compagno pienamente titolato a parlare di noi e della nostra esperienza. Inoltre consideriamo comunque gravissimo che un partito che si vuole rappresentante della classe operaia impedisca, con metodi degni della peggior burocrazia stalinista, a un lavoratore di esprimersi e di parlare della propria esperienza, quale che essa sia e quali che siano le sue opinioni politiche. Tanto più che un comportamento del genere ha come unico risultato quello di danneggiare il movimento operaio, privandolo della preziosa condivisione delle opinioni e delle esperienze. Infatti alla fine dei conti i lavoratori presenti a Torino non hanno potuto conoscere l’esperienza del coordinamento, che di fatto si è trovato privo di una testimonianza.
Condanniamo quindi con forza questo episodio e con la stessa forza cogliamo l’occasione per rinnovare la nostra fiducia al compagno Santoro e per esprimergli tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

mercoledì 27 gennaio 2010

Uno sciopero "fumoso"

Come sapete la Cgil per voce di Epifani ha convocato, per il prossimo 12 marzo, uno sciopero generale di 4 ore, con manifestazioni e cortei in moltissime città del Paese, per esprimere la propria contrarietà alle politiche adottate dal Governo per contrastare la crisi economica e per mettere al centro dell’agenda politica del futuro tre temi chiave: il lavoro, il fisco, l’immigrazione. Ma inevitabilmente mi viene da chiedere : perché allora Epifani e buona parte della Cgil abbiano voluto ostacolare e snobbare lo sciopero generale di tutti i lavoratori immigrati, convocato per il 1 marzo in occasione di un appuntamento, “24 ore senza di noi” ? Ma perché la Cgil non ha cercato di confrontarsi con gli organizzatori di quella iniziativa, cercando di far coincidere i due appuntamenti? Forse perché questo avrebbe voluto dire riconoscere ai lavoratori migranti un’autonomia organizzativa che la Cgil teme? Per quanto riguarda la crisi economica, i dubbi sull’analisi della Cgil mi crescono esponenzialmente,si ripetono sostanzialmente le posizioni già espresse in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre 2008, quando la crisi era ancora agli inizi, e se già allora lo si poteva intuire, oggi è evidente quanto sia miope indicare come strada di uscita dalla crisi unicamente il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, di qualunque tipologia essi siano. Dopo l’imponente manifestazione al Circo Massimo del 4 aprile 2009, la Cgil ha cercato di allentare la tensione sociale presente nel Paese, credendo di poter uscire dalla crisi con i collaudati metodi della concertazione, ma è stata travolta dall’iniziativa dei lavoratori che, dalla Innse in avanti, hanno reagito ai licenziamenti salendo sui tetti, occupando le fabbriche, dando vita a scioperi spontanei. Possibile che la CGIL non si ha il coraggio, in occasione di un importante sciopero generale, di mettere in discussione il sistema economico che continua ad aggravare gli effetti della crisi, come insegna, per citare gli ultimi avvenimenti, anche l’atteggiamento di Fiat? La Cgil dovrebbe porsi queste domande; e, soprattutto, darsi risposte soddisfacenti. E’ questo l’unico modo possibile per dare concretezza ad uno sciopero generale che, oggi come oggi, appare estremamente fumoso.
Pierpaolo Prandi
Rsu Filctem-Cgil TaT ceramiche

martedì 19 gennaio 2010

Il C.La.Zo.Cer. sostiene il documento “La CGIL che vogliamo” al XVI° Congresso della CGIL

Il Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche intende prendere posizione rispetto al congresso della CGIL sostenendo e promovendo nei luoghi di lavoro la mozione 2 - La CGIL che vogliamo - alternativa al documento che vede come primo firmatario il Segretario Generale Epifani.

Lo abbiamo deciso per alcune ragioni che consideriamo incontrovertibili.

1) nel contesto generale del Paese, dilaniato da licenziamenti, desertificazione industriale e caduta verticale dei diritti democratici dei lavoratori, la CGIL permane come l’unico baluardo credibile della classe lavoratrice per invertire questa nefasta tendenza. “La CGIL che vogliamo” intende rimettere al centro dell’agenda sindacale: indipendenza, democrazia e conflitto. Senza questa chiarezza politica il nostro sindacato è destinato a scomparire per come l’abbiamo conosciuto, trasformandosi inesorabilmente in qualcosa che assomiglia sempre più alla CISL ed alla UIL, ovvero sindacati “complici”.

2) Per opporci alla distruzione del patrimonio produttivo del Paese, rivendicando il blocco di tutti i licenziamenti, delle delocalizzazioni unitamente all’estensione dell’articolo 18 a tutti i lavoratori. Lottando, altresì, per l’aumento e l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori per un importo pari almeno all’80% della retribuzione.

3) Perché vogliamo una CGIL che difenda coerentemente il pubblico dal privato, restituendo ai cittadini beni e servizi essenziali diventati ormai esclusivamente oggetto di speculazione e disservizi.

4) Perché difenderemo con le unghie e con i denti il contratto nazionale di lavoro minacciato da uno smantellamento complessivo passato anche attraverso la compressione dei salari, che ci pongono come fanalino di coda tra i Paesi Europei.

5) Perché vanno semplificati e riunificati i canali di accesso al lavoro, ripristinando la centralità del rapporto di lavoro a tempo indeterminato attraverso il superamento della legge 30.

6) Infine, vogliamo una CGIL che dia la dignità ai propri iscritti di decidere sempre sui propri accordi, di partecipare attivamente alle politiche sindacali, di poter scegliere i propri funzionari tra le migliore avanguardie formatisi nei luoghi di lavoro. In due parole, togliere il sindacato dalle mani della burocrazia e restituirlo ai lavoratori, i pensionati, le masse di questo Paese.


Coordinamento lavoratori
Zona ceramica

lunedì 18 gennaio 2010

Comunicato C.la.zo.cer


Il C.LA.ZO.CER ( coordinamento lavoratori zone ceramiche ) esprime la massima solidarietà e sostegno nella lotta per l’affermazione di spazi di aggregazione sociale autogestiti ai ragazzi dei circoli “Fassbinder” di Sassuolo e “Guernica” di Modena, sgomberati da Caselli e dagli sceriffi del PD Modenese. Nascondendosi dietro il dito della “legalità”, PDL e PD dimostrano ancora una volta le loro aderenze quando si tratta di mettere a tacere la capacità di critica e di auto-organizzazione della società civile. In una società sempre più asfittica culturalmente, artisticamente e valorialmente queste fucine dell’aggregazione sociale hanno rappresentato e continueranno a rappresentare un esempio di emancipazione dalla cappa di conformismo che incombe sempre più in Emilia e nel modenese più in generale. Il coordinamento dei lavoratori delle zone ceramiche è pronto a sostenere nuove occupazioni qualora il circolo Fassbinder e Guernica decidessero di ridare un luogo alle loro idee.

Coordinamento lavoratori zona ceramica
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