Cos'è il C.LA.ZO.CER.?

Siamo lavoratori, delegati e cassaintegrati del distretto ceramiche di Modena e Reggio Emilia che hanno dato vita ad un coordinamento per unire le lotte e uscire dallʼisolamento in cui cercano in tutti i modi di rinchiuderci. Abbiamo dato vita al Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche perchè ne abbiamo sentito la necessità immediata. Siamo ben consapevoli che il più forte strumento che i lavoratori hanno per la loro lotta è il sindacato e per questo non è nostra intenzione sostituirlo. Al contrario, vogliamo lavorare per rafforzarlo. Ma per far questo noi pensiamo sia necessario riscostruire una rete di solidarietà e di conflittualità operaia, partendo dal basso, partendo da noi, che siamo stati designati nostro malgrado protagonisti di questa farsa che chiamano crisi.

mercoledì 27 gennaio 2010

Uno sciopero "fumoso"

Come sapete la Cgil per voce di Epifani ha convocato, per il prossimo 12 marzo, uno sciopero generale di 4 ore, con manifestazioni e cortei in moltissime città del Paese, per esprimere la propria contrarietà alle politiche adottate dal Governo per contrastare la crisi economica e per mettere al centro dell’agenda politica del futuro tre temi chiave: il lavoro, il fisco, l’immigrazione. Ma inevitabilmente mi viene da chiedere : perché allora Epifani e buona parte della Cgil abbiano voluto ostacolare e snobbare lo sciopero generale di tutti i lavoratori immigrati, convocato per il 1 marzo in occasione di un appuntamento, “24 ore senza di noi” ? Ma perché la Cgil non ha cercato di confrontarsi con gli organizzatori di quella iniziativa, cercando di far coincidere i due appuntamenti? Forse perché questo avrebbe voluto dire riconoscere ai lavoratori migranti un’autonomia organizzativa che la Cgil teme? Per quanto riguarda la crisi economica, i dubbi sull’analisi della Cgil mi crescono esponenzialmente,si ripetono sostanzialmente le posizioni già espresse in occasione dello sciopero generale del 12 dicembre 2008, quando la crisi era ancora agli inizi, e se già allora lo si poteva intuire, oggi è evidente quanto sia miope indicare come strada di uscita dalla crisi unicamente il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, di qualunque tipologia essi siano. Dopo l’imponente manifestazione al Circo Massimo del 4 aprile 2009, la Cgil ha cercato di allentare la tensione sociale presente nel Paese, credendo di poter uscire dalla crisi con i collaudati metodi della concertazione, ma è stata travolta dall’iniziativa dei lavoratori che, dalla Innse in avanti, hanno reagito ai licenziamenti salendo sui tetti, occupando le fabbriche, dando vita a scioperi spontanei. Possibile che la CGIL non si ha il coraggio, in occasione di un importante sciopero generale, di mettere in discussione il sistema economico che continua ad aggravare gli effetti della crisi, come insegna, per citare gli ultimi avvenimenti, anche l’atteggiamento di Fiat? La Cgil dovrebbe porsi queste domande; e, soprattutto, darsi risposte soddisfacenti. E’ questo l’unico modo possibile per dare concretezza ad uno sciopero generale che, oggi come oggi, appare estremamente fumoso.
Pierpaolo Prandi
Rsu Filctem-Cgil TaT ceramiche

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