
Sostengo il documento “La Cgil che vogliamo” perché ritengo necessario un segnale di discontinuità rispetto a quelle che sono state le strategie sindacali della cgil in questi ultimi anni.
La mia scelta è ricaduta sul documento alternativo anche perché dichiara con chiarezza che la Cgil deve considerare conclusa la lunga fase della concertazione, della mediazione, dell'attesa, e deve ricostruire una libera capacità di contrattazione, senza vincoli né a livello nazionale né a livello aziendale. Una scelta di autonomia che ha lo scopo di far crescere il salario reale senza scambi sulla produttività cosa avvenuta regolarmente negli ultimi anni.
Basta con il mercanteggiare i diritti dei lavoratori in cambio di qualche euro in più, come è avvenuto ad esempio di recente nel contratto dei chimici dove vengono ABROGATI gli SCATTI DI ANZIANITA’, congelandone la condizione al 31 dicembre 2009,
viene quindi eliminato un elemento della retribuzione ma quel che è più grave la Cgil ha accettato di creare una profonda disparità fra vecchi, nuovi e futuri assunti... Non soddisfatta la Cgil ha pensato bene di agevolare la precarietà perché I CONTRATTI A TERMINE potranno durare fino a 48 mesi, quando la legge ne prevede al massimo 36, e inoltre viene RADDOPPIATO il periodo di prova. Altra bizzarria di questo contratto è che chi utilizza i permessi della legge 104 dovrà comunicare all’azienda un CALENDARIO ANNUALE di utilizzo degli stessi, e potrei andare ancora avanti (arbitrato, premio di partecipazione)... Tutto questo per portare a casa poco più di un centinaio d'euro lordi in tre trance...
In più il documento la cgil che vorrei sceglie con chiarezza, senza le ambiguità o le contraddizioni del testo di maggioranza, la democrazia sindacale fondata sul referendum per le piattaforme e gli accordi, e sulla partecipazione reale delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte sindacali. A parole tutta la Cgil condivide questa scelta, nei fatti non è sempre così. Perché la democrazia non è semplicemente permettere ai lavoratori di alzare una mano per votare ma è il metterli prima a conoscenza in maniera non faziosa delle cose affinché possano votare con cognizione di causa... La democrazia è consultare i lavoratori nelle scelte e non metterli di fronte al fatto compiuto e chiedergli di votarlo... Spesso si ci riempie la bocca del termine democrazia senza conoscerne o ignorandone si proposito il significato e soprattutto il valore...
Il documento “La Cgil che vogliamo” reclama con chiarezza meno burocrazia all'interno dell’organizzazione, il che significa il decentramento delle risorse verso il territorio, l’accorpamento dei sindacati di categoria, maggiori spazi di potere e consultazione, per i delegati e gli iscritti.
Si deve ricostruire, accanto alla democrazia di tutti i lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi, la democrazia degli iscritti nella vita interna dell’organizzazione.
Insomma il mio desiderio di un cambiamento radicale all'interno dell'organizzazione trova risposte nella Cgil che vogliamo, ed è per questo che la sosterrò.
Pierpaolo Prandi Delegato FILCTEM-CGIL TAT ceramiche
La mia scelta è ricaduta sul documento alternativo anche perché dichiara con chiarezza che la Cgil deve considerare conclusa la lunga fase della concertazione, della mediazione, dell'attesa, e deve ricostruire una libera capacità di contrattazione, senza vincoli né a livello nazionale né a livello aziendale. Una scelta di autonomia che ha lo scopo di far crescere il salario reale senza scambi sulla produttività cosa avvenuta regolarmente negli ultimi anni.
Basta con il mercanteggiare i diritti dei lavoratori in cambio di qualche euro in più, come è avvenuto ad esempio di recente nel contratto dei chimici dove vengono ABROGATI gli SCATTI DI ANZIANITA’, congelandone la condizione al 31 dicembre 2009,
viene quindi eliminato un elemento della retribuzione ma quel che è più grave la Cgil ha accettato di creare una profonda disparità fra vecchi, nuovi e futuri assunti... Non soddisfatta la Cgil ha pensato bene di agevolare la precarietà perché I CONTRATTI A TERMINE potranno durare fino a 48 mesi, quando la legge ne prevede al massimo 36, e inoltre viene RADDOPPIATO il periodo di prova. Altra bizzarria di questo contratto è che chi utilizza i permessi della legge 104 dovrà comunicare all’azienda un CALENDARIO ANNUALE di utilizzo degli stessi, e potrei andare ancora avanti (arbitrato, premio di partecipazione)... Tutto questo per portare a casa poco più di un centinaio d'euro lordi in tre trance...
In più il documento la cgil che vorrei sceglie con chiarezza, senza le ambiguità o le contraddizioni del testo di maggioranza, la democrazia sindacale fondata sul referendum per le piattaforme e gli accordi, e sulla partecipazione reale delle lavoratrici e dei lavoratori alle scelte sindacali. A parole tutta la Cgil condivide questa scelta, nei fatti non è sempre così. Perché la democrazia non è semplicemente permettere ai lavoratori di alzare una mano per votare ma è il metterli prima a conoscenza in maniera non faziosa delle cose affinché possano votare con cognizione di causa... La democrazia è consultare i lavoratori nelle scelte e non metterli di fronte al fatto compiuto e chiedergli di votarlo... Spesso si ci riempie la bocca del termine democrazia senza conoscerne o ignorandone si proposito il significato e soprattutto il valore...
Il documento “La Cgil che vogliamo” reclama con chiarezza meno burocrazia all'interno dell’organizzazione, il che significa il decentramento delle risorse verso il territorio, l’accorpamento dei sindacati di categoria, maggiori spazi di potere e consultazione, per i delegati e gli iscritti.
Si deve ricostruire, accanto alla democrazia di tutti i lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi, la democrazia degli iscritti nella vita interna dell’organizzazione.
Insomma il mio desiderio di un cambiamento radicale all'interno dell'organizzazione trova risposte nella Cgil che vogliamo, ed è per questo che la sosterrò.
Pierpaolo Prandi Delegato FILCTEM-CGIL TAT ceramiche

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