Cos'è il C.LA.ZO.CER.?

Siamo lavoratori, delegati e cassaintegrati del distretto ceramiche di Modena e Reggio Emilia che hanno dato vita ad un coordinamento per unire le lotte e uscire dallʼisolamento in cui cercano in tutti i modi di rinchiuderci. Abbiamo dato vita al Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche perchè ne abbiamo sentito la necessità immediata. Siamo ben consapevoli che il più forte strumento che i lavoratori hanno per la loro lotta è il sindacato e per questo non è nostra intenzione sostituirlo. Al contrario, vogliamo lavorare per rafforzarlo. Ma per far questo noi pensiamo sia necessario riscostruire una rete di solidarietà e di conflittualità operaia, partendo dal basso, partendo da noi, che siamo stati designati nostro malgrado protagonisti di questa farsa che chiamano crisi.

sabato 6 febbraio 2010

Il coordinamento lavoratori zona ceramiche non accetta censure

Noi, lavoratori e delegati RSU attivi nel Coordinamento Lavoratori Zona Ceramiche condanniamo con risolutezza quanto avvenuto alla conferenza nazionale dei lavoratori del PRC svoltasi a Torino il 30 e 31 Gennaio 2009, quando a un nostro compagno, Francesco Santoro delegato FIOM della Terim di Modena, è stato impedito di parlare dopo avergli intimato di riportare solo la situazione della sua azienda senza nulla dire del coordinamento. In particolar modo da parte nostra è inaccettabile il comportamento tenuto dalla compagna Roberta Fantozzi, responsabile nazionale al Lavoro per il PRC, la quale ha deciso di propria iniziativa che il nostro compagno non era titolato a portare la nostra voce e gli ha quindi intimato la censura. Per noi, solo il coordinamento può decidere se sfiduciare un compagno e nessun altro. Il compagno Santoro si è guadagnato la nostra fiducia e la nostra stima davanti ai cancelli delle fabbriche ceramiche e non, nelle assemblee, nelle manifestazioni a cui ha partecipato sempre al nostro fianco. Si tratta quindi di un compagno pienamente titolato a parlare di noi e della nostra esperienza. Inoltre consideriamo comunque gravissimo che un partito che si vuole rappresentante della classe operaia impedisca, con metodi degni della peggior burocrazia stalinista, a un lavoratore di esprimersi e di parlare della propria esperienza, quale che essa sia e quali che siano le sue opinioni politiche. Tanto più che un comportamento del genere ha come unico risultato quello di danneggiare il movimento operaio, privandolo della preziosa condivisione delle opinioni e delle esperienze. Infatti alla fine dei conti i lavoratori presenti a Torino non hanno potuto conoscere l’esperienza del coordinamento, che di fatto si è trovato privo di una testimonianza.
Condanniamo quindi con forza questo episodio e con la stessa forza cogliamo l’occasione per rinnovare la nostra fiducia al compagno Santoro e per esprimergli tutta la nostra solidarietà e vicinanza.

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